Ti farò dono di una pietra, ti farò dono di una porta è molto più di un libro di poesie emozionanti, sia perché all’interno ci sono quindici acquerelli a colori dell’artista Alessandra Medulla, in arte Smedu, sia perché la silloge ha dato vita a uno spettacolo teatrale dal titolo Parole e silenzi. Anime in viaggio che, nelle tre sere di rappresentazione, ha realizzato il tutto esaurito.

L’autrice è Vanna Alvaro, esempio eclatante di Donna multitasking, di professione psicologa clinica e formatrice aziendale, ma anche poetessa, saggista, sceneggiatrice, organizzatrice di eventi e, last but not least, mamma di due ragazzi.

Ti farò dono di una pietra, ti farò dono di una porta è diviso in cinque capitoli emozionali, Sorpresa, Gioia, Tristezza, Rabbia, Luci e Ombre, cosa che, come scrive il giornalista Fabio Angeloni nella prefazione, “potrebbe sembrare un vizietto da terapeuta e forse lo è”, ma che abbracciano un percorso di cambiamento interiore dell’autrice stessa.

Per il lettore che apre questa chicca di libro, tutte le liriche di Vanna rappresentano una sorta di rimedio salvavita, un farmaco omeopatico d’urgenza, che lavora dall’interno, tracciando linee indelebili di speranza, empatia e amore profondo, da assumersi prima, durante e dopo i pasti, anche in dosi massicce, poiché non presenta nessuna controindicazione.

Vanna Alvaro, alla sua prima silloge poetica (ma la sua prima poesia la coniò all’età di otto anni), ci racconta che questa silloge ha origine dalla sua esigenza di sentirsi più libera nel linguaggio rispetto ai numerosi saggi che ha pubblicato in passato.

Ma come è nato questo libro così originale e, soprattutto, come si collega all’idea di mettere in scena lo spettacolo teatrale?

Queste poesie sono il frutto di un lungo periodo di un mio personale cambiamento – spiega Vanna Alvaro – Dopo una giornata di consulenze e appuntamenti con i miei pazienti, amo chiudermi nella mia bolla creativa e scrivo in libertà, portando fuori quello che ho dentro. La grande sfida è proprio quella di trovare le parole giuste per farlo. Un giorno inviai una delle mie poesie, e precisamente Sul Filo, l’ultima del capitolo Tristezza, a un importante concorso letterario e, con mia grande sorpresa, vinsi il primo premio che consisteva in un’importante cifra in denaro. Forte di questa gratificazione ho pensato di raccogliere tutte le mie poesie in un libro. Intanto avevo conosciuto l’artista Alessandra Medulla, mi ero innamorata dei suoi acquerelli, con lei c’è stata una grande, immediata empatia, una bellissima intesa di anime, così le chiesi se voleva illustrare un libro di poesie, il mio. Lei accettò, e da lì in poco tempo ecco che il libro si è materializzato. Quando poi abbiamo fatto il battesimo di questa mia creatura cartacea, c’è stata una grande partecipazione di pubblico, anche perché ero riuscita a creare un piccolo spettacolo. Coinvolsi l’attrice Anna Rita Manduca e una coppia di danzatori, anche perché sono molto a favore delle contaminazioni artistiche e desidero che in tutto quello che faccio ci sia sempre una sinestesia, una comunione di intenti e di anime. Alla fine eravamo diventati un team, così, in maniera molto naturale, ci venne l’idea di mettere in scena uno spettacolo, di cui io stessa ho scritto la sceneggiatura. A Nicola Fabrizio, attore e regista teatrale, l’idea piacque subito e dopo un bel po’ di tempo di riunioni, prove, discussioni e aggiustamenti, siamo andati in scena, vendendo tutti i biglietti già un mese prima … della prima.”

In tempi in cui i teatri fanno fatica a riempirsi, la storia di Vanna Alvaro, poetessa quasi per caso, sembra una favola. E come tutte le favole, anche Ti farò dono di una pietra Ti farò dono di una porta ha il dono di trasportare i lettori in un mondo onirico e un po’ magico, dove il re incontrastato è l’Amore, non solo quello inteso nel senso più classico, ma soprattutto quello per la Vita.

 

Manuela Minelli

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