C’è una banana gigante sul tavolo del Dottor Tulp, e attorno, sette dottori del ‘600 che la sezionano come fosse un corpo umano.
L’immagine, diventata virale in pochi giorni, è il simbolo di “Banana – Anatomia di una icona Pop”, la mostra che sta facendo registrare un buon accesso di visitatori alla ContArt Gallery di Via dei Gracchi 18 e che chiuderà i battenti il 7 ottobre.
Protagonisti della esposizione due “giovanotti come spirito” artisti romani di lungo corso, diversissimi eppure complementari: Sergio Viscardi in arte SerGiotto Artist e Sandro Bruschetti.
Un successo che nessuno si aspettava in queste proporzioni.
Curiosi, collezionisti, ammiratori e – sorpresa – un pubblico internazionale, come giapponesi e cinesi, che ha stupito anche il direttore Facundo Cagnetta. Non cercavano la solita Roma barocca. Cercavano la banana. L’ironia colta di SerGiotto e la materia di Bruschetti parlano una lingua universale.
“LA MOSTRA: DUE VISIONI, UNA SOLA ICONA”
Il percorso si divide in due anime. Da un lato SerGiotto Artist (Sergio Viscardi) – 50 anni di attività, diploma artistico 1973, oltre 150 copertine storiche per vinili sia di Ennio Morricone, Nino Rota, De Angelis e altri musicisti famosi, reduce dal World Art Dubai 2023 – che porta il suo ciclo più provocatorio. Dalla celebre “Banana Pop – Condensed Dreams” alla rilettura della “Lezione di Anatomia del Dottor Tulp” di Rembrandt, dove il cadavere diventa una banana sbucciata. Un’operazione Pop concettuale che gioca con il sacro e il profano, con la storia dell’arte e con l’attualità.
“La banana è il nostro totem”, spiega Viscardi. “Nutre, fa ridere, è erotica, è banale e insieme è un simbolo di protesta. Come Warhol, ma con il bisturi di Rembrandt.
“Dall’altro Sandro Bruschetti, artista materico della scuderia ContArt, già protagonista di “Metamorfosi della Materia” con Fabrizio Bonato e selezionato per Arte in Nuvola 2025. Le sue superfici in continua metamorfosi, dove segno, materia, memoria e luce industriale si intrecciano, fanno da contrappunto perfetto.
Se SerGiotto seziona l’icona, Bruschetti ne fa esplodere l’energia. I suoi campi di luce e colore sembrano contenere la polpa stessa della banana, trasformata in evento percettivo.
La galleria ha contato in questi giorni visitatori provenienti da Cina e Giappone, molti dei quali giovani curatori e influencer “Ci hanno chiesto il significato di questa mostra della banana in Italia”, sorride SerGiotto. “la risposta, questa è la storia di un frutto che viaggia e che interagisce, come noi.”
La mostra “Banana – Anatomia di una icona Pop” resterà aperta alla ContArt Gallery di Roma, Via dei Gracchi 18, fino al 7 ottobre 2026, con orario continuato 10-19.
Per chiudere, una frase sentita ieri da una visitatrice davanti alla banana sezionata dal Professore Tulp: “Rembrandt avrebbe riso….. e poi l’avrebbe comprata”.
Ingresso libero.

 

Redazione Arte

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Ultimo aggiornamento: 10:36