Platea overbooking nel prestigioso spazio della Domus Danae di Ardea per la presentazione del terzo libro della dottoressa Vanna Alvaro, dal curioso titolo “Cuori parzialmente scremati”.

Psicologa clinica, formatrice aziendale, saggista, organizzatrice di eventi, coach di scrittura creativa emozionale e abile poetessa, l’altra sera Vanna Alvaro ha incantato, emozionato e divertito il pubblico presente, anche attraverso la voce della giovane attrice Silvia Orsini che ha mirabilmente interpretato alcune delle sue poesie.

Diviso in quattro capitoli, Sottovoce, Sottotono, Sottovento e Sottosopra, la silloge poetica è arricchita da diverse fotografie che arricchiscono la suggestione dei versi della Alvaro e che sono opera del regista Nicola Fabrizio.

Viene naturale chiedersi da cosa sono scremati i cuori della poetessa, ma basta sfogliare le prime pagine e si capisce subito che l’autrice ha compiuto un grande e certosino lavoro di scrematura del superfluo, ha sapientemente tagliato e ripulito i testi di quei concetti fasulli e quei paroloni accademici e incomprensibili ai più, arrivando all’essenza della parola.

La poesia di Vanna Alvaro è l’essenza di un nucleo vitale e importante, una lirica che non ha paura di cantare una forte realtà o una dolce fantasia – scrive la poetessa Veronica Paredes che ha curato la prefazione – Un cuore di giorno e di notte, di limone e di crema, che non teme le sue ombre e che esalta la forza della sua luminosità”.

Prima di “Cuori parzialmente scremati” l’autrice aveva già pubblicato altri due libri di poesia: “Ti farò dono di una pietra ti farò dono di una porta” e “Il cerchio scomposto”, con la stessa formula della divisione in capitoli e delle immagini, nel primo attraverso gli acquerelli di un’artista e nel secondo con le fotografie che anticipavano i titoli delle poesie. Ma per Vanna Alvaro, che ama molto le contaminazioni artistiche e fa in modo che in tutto quello che crea ci sia sempre una sinestesia, una comunione di intenti e di anime, passare dalla poesia al teatro è stata una cosa naturale. Infatti, all’epoca del primo libro, coinvolse due attori, due danzatori e un regista e mise in scena uno spettacolo teatrale di cui lei stessa scrisse la sceneggiatura. A Nicola Fabrizio, attore e regista teatrale, l’idea piacque subito e dopo un bel po’ di tempo di riunioni, prove, discussioni e aggiustamenti, andarono in scena, vendendo tutti i biglietti già un mese prima … della prima.

Questa mia terza creatura cartacea arriva dopo tanto studio e ricerca, dopo un lungo periodo in cui da osservatrice vigile ho cercato di vedere e non solo di guardare il mondo fuori di me – racconta Vanna Alvaro – sintonizzandomi con il mondo dentro di me per identificare con chiarezza gli obiettivi e la narrazione che avrei voluto dare alla mia vita. In questi due anni ho avviato la stesura del mio primo romanzo che, spero, seguirà a breve la pubblicazione di questo libro, grande sfida per me che amo l’essenzialità del verso”.

In tempi in cui i teatri fanno fatica a riempirsi, viviamo in un paese in cui si leggono troppi pochi libri e ancor meno quelli di poesia, argomento in cui l’Italia è purtroppo il fanalino di coda rispetto ad altri paesi nel mondo, la storia di Vanna Alvaro, poetessa quasi per caso, sembra una favola. E come tutte le favole, anche quest’ultimo suo “Cuori parzialmente scremati” ha il dono di trasportare i lettori in un mondo onirico e un po’ magico, dove regna incontrastato l’Amore, non solo quello inteso nel senso più classico di una coppia con tutte le sue gioie e i suoi lati bui, ma soprattutto quello per la vita.

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Manuela Minelli

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