UNICEF/impatto del ciclone Batsirai in Madagascar: 75.000 persone – tra cui circa 37.500 bambini – hanno bisogno di assistenza umanitaria
  • 13 bambini hanno perso la vita. Oltre 70mila sfollati, di cui la metà sono bambini.  
  • Decine di scuole e centri medici sono stati danneggiati o distrutti.  
  • Nel paese il 77% della popolazione vive con meno di 1 dollaro al giorno.  
  • Team dell’UNICEF lavorano sul campo per assistere decine di migliaia di persone.  

 

L’UNICEF e i partner in Madagascar stanno lavorando con urgenza per sostenere un numero stimato di 75.000 persone – tra cui circa 37.500 bambini – che hanno bisogno di assistenza umanitaria a seguito dell’impatto devastante del ciclone Batsirai che sabato scorso ha colpito il sud-est e il centro della nazione. Gli ultimi rapporti indicano che 13 bambini hanno perso la vita.

Insieme al governo, alle agenzie delle Nazioni Unite e alle ONG partner, i team dell’UNICEF sul campo – collocati nelle aree colpite – stanno valutando l’entità dei danni e i bisogni da affrontare mentre rispondono a quelli più urgenti.

Il Rappresentante dell’UNICEF in Madagascar, Jean Francois Basse, che fa parte del team di valutazione, ha detto che i servizi sociali sono stati particolarmente danneggiati dal ciclone. “Decine di scuole e centri medici sono stati danneggiati o distrutti da Batsirai, con un impatto diretto sulla vita dei bambini”, ha detto. “Nel rispondere a questa emergenza, dobbiamo affrontare i bisogni immediati, ma anche pianificare a lungo termine costruendo meglio, anche con edifici più resistenti”.

Tra i bisogni più urgenti ci sono acqua sicura e servizi igienici adeguati per evitare l’insorgere di malattie trasmesse dall’acqua, e la fornitura di medicinali, cibo, utensili per cucinare e altri articoli domestici di base per la sopravvivenza. I trasferimenti di denaro possono anche essere usati per sostenere la ricostruzione e il ripristino dei servizi sociali di base come l’istruzione e la protezione dell’infanzia.

Il bilancio delle vittime di Batsirai è attualmente di 30 persone, con oltre 70.000 persone sfollate o senza casa, la metà delle quali sono bambini, ma è probabile che queste cifre cambieranno, dato che diverse aree rimangono irraggiungibili. Molti degli sfollati sono stati trasferiti in rifugi gestiti dal governo prima che il ciclone colpisse, e l’UNICEF che ha preposizionato i principali beni di soccorso nelle aree a rischio, lavorando a stretto contatto con l’ufficio nazionale di gestione delle calamità del Madagascar.

“Le nostre squadre sul campo stanno lavorando fianco a fianco con i partner del governo per assistere coloro che sono stati colpiti più seriamente da questa crisi”, ha detto Basse. “Con i danni che colpiscono un’area così vasta, dobbiamo assicurarci che ci sia equità nella risposta e che nessuno sia lasciato indietro”.

Il Madagascar stava già affrontando una grande siccità nel sud del paese e gli effetti della tempesta tropicale Ana, che ha colpito settimane prima.  In un paese in cui il 77% della popolazione vive con meno di 1 dollaro al giorno, gli ulteriori problemi causati da Batsirai stanno mettendo a dura prova le capacità di risposta, esponendo i più vulnerabili a un rischio ancora maggiore.

“Non conosciamo ancora bene la portata di questa crisi”, ha detto Basse. “Ma è chiaro che ricostruire vite e infrastrutture richiederà sforzi intensi”.

Photo credit and © UNICEF/Ramasomanana

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