C’era un prima.

All’improvviso, ma previsto, un rumore per il quale non esistono parole che riescono a descriverlo, ed ancora, un vento innaturale, che fa male.

Poi, il silenzio livido di un mondo che, in una manciata di minuti, ha cessato di esistere e riempie quello spazio-tempo con il nulla dell’irreparabile.

Infine, c’è il dopo.

Longarone, 9 Ottobre 1963 ore 22:30, il disastro del Vajont.

1910 furono le anime perse a causa del distacco dal monte Toc di una frana che fu quantificata in circa 270 milioni di m³ di roccia che scivolarono, alla velocità di 30 m/s (circa 110 km/h), nel bacino artificiale creato dalla diga del Vajont, che provocò un’onda di piena che superò di 250 m in altezza il coronamento della diga e che in parte risalì il versante opposto distruggendo gli abitati lungo le sponde del lago nel comune di Erto e Casso, ed in parte (circa 25-30 milioni di m³) scavalcò la diga (che rimase sostanzialmente intatta) e si riversò nella valle del Piave, distruggendo completamente Longarone ed i Comuni a monte ed a valle. Una tragedia annunciata.

Sono trascorsi 60 anni da quel tragico evento che, fortunatamente, non è stato cancellato dalla memoria collettiva ed il cui ricordo continua a vivere come una ferita che, a dispetto del tempo, non può essere rimarginata. l’ONU ha classificato la tragedia del Vajont come il più grave disastro degli ultimi 50 anni causato sia da errori umani che scientifici. È solo di qualche mese fa la notizia che i documenti dell’”Archivio Processuale del Disastro della Diga del Vajont, conservati nell’Archivio di Stato di Belluno, ma che appartengono a quello dell’Aquila, sono stati inseriti nel Registro della Memoria del Mondo dell’Unesco. Audrey Azoulay, Direttrice generale dell’Unesco, ha recentemente affermato che «Il patrimonio documentario è la memoria comune dell’umanità. Deve essere protetto per la ricerca e condiviso con quante più persone possibile. E’ una parte fondamentale della nostra storia collettiva”.

Il Comune di Mirano (VE) all’interno della prima edizione del “Festival dell’acqua”; una serie di eventi che dal 22 Settembre al 15 Ottobre propongono mostre, convegni, visite guidate, incontri, laboratori e spettacoli teatrali ha voluto mantenere viva questa memoria con due eventi. il primo evento è stata l’inaugurazione, a sessant’anni dalla tragedia, della mostra itinerante “Vajont, per non dimenticare”, realizzata in collaborazione con il Comune di Longarone (BL) e la Pro Loco di Longarone che è andata a coincidere con l’inaugurazione del Festival stesso. La mostra propone una selezione di un centinaio di fotografie in Bianco e Nero che si dipana per più di un secolo di storia di Longarone, dai primi del Novecento ad oggi, in una narrazione che si infrange tragicamente il 9 Ottobre 1963. Presenti, oltre al primo cittadino di Mirano, Tiziano Baggio, Roberto Padrin, Presidente della Provincia di Belluno e Sindaco di Longarone, per conto della Pro Loco di Longarone, Sonia Bortoluzzi, Coordinatrice del Museo “Longarone Vajont attimi di storia”, Maria Francesca di Raimondo, Assessora all’Istruzione, alla Cultura ed allo Sport del Comune di Mirano, la Prof.ssa Giovanna Baghin in rappresentanza dell’IIS “Ettore Majorana – Elena Corner”, sempre di Mirano, ed una delegazione di studentesse e di studenti del liceo stesso che accompagneranno i visitatori attraverso il percorso espositivo in veste di guide d’eccezione nei giorni e negli orari di apertura della mostra. Il secondo evento è in programma al Cinema Teatro di Mirano proprio il 9 Ottobre, in occasione del 60° anniversario del disastro. “VAJONTS 23 uno spettacolo teatrale di e con i ragazzi e le ragazze del Liceo “Majorana – Corner” coordinato della Compagnia Farmacia Zooè su un testo originale di Marco Paolini. Sia la mostra che la rappresentazione teatrale, come detto, si inseriscono in un calendario di eventi a più ampio respiro “che vuole esaltare l’acqua come valore pubblico ed umano rappresentandola come cultura, scienza, sostenibilità, paesaggio e solidarietà, come icona di chi siamo e di dove vogliamo andare” ha dichiarato il Sindaco di Mirano.

La mostra “Vajont, per non dimenticare” allestita nella Barchessa Giustinian Morosini “XXV Aprile“, via L. Mariutto 1 resterà aperta dal 22 Settembre al 5 Ottobre nei seguenti giorni e orari:

22 settembre: dalle 18:00

23, 25, 27, 30 settembre e 2 e 4 ottobre: dalle 15.00 alle 18.00

Il calendario completo degli eventi del “Festival dell’acqua” è reperibile sul sito del Comune di Mirano a questo indirizzo.

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Michela Cossidente

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