Si è tenuto al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, il finissage della mostra del tatuatore Marco Manzo che ha esposto la propria produzione artistica in concomitanza con le mostre di Warhol e Pollock. La personale, che ha accolto oltre 10.000 visitatori, si èconclusa con una sontuosa ed elegante performance che ha visto numerose modelle, tatuate da Manzo con lo stile ornamentale che lo ha reso famoso nel mondo, esposte come opere d’arte viventi: all’interno di una teca di cristallo, sedute su bianchi cubi, o incorniciate come tele, hanno incantato nei loro abiti scuri e coi loro raffinati tatuaggi il numeroso pubblico presente. Durante il periodo di mostra, si sono potute ammirare 100 opere scultoree, fotografiche, di video arte e grandi quadri animati, produzione dell’artista proveniente in parte dalle collezioni permanenti di piùMusei d’Arte Contemporanea. Tra i video presenti, anche quello realizzato durante l’ultima Biennale di Venezia Architettura, Padiglione Guatemala, in cui l’artista ha vestito col suo segno primordiale la colonna vertebrale della nota top model ed icona dell’Alta Moda, Maria Carla Boscono. Durante il periodo della mostra, altre performance si sono succedute, tra le quali va ricordata quella in cui la modella esposta all’interno della teca, con grande sorpresa dei visitatori, èstata la nota attrice e regista Asia Argento o quella in cui Manzo ha ultimato dal vivo il tatuaggio sulla schiena della Argento, utilizzando la celebre macchinetta in oro Cheyenne pen gold “Arte per fare Arte”, usata anche per eseguire le sue celebri sculture.
Marco Manzo ha portato nel tempo il tatuaggio in alcuni dei più famosi musei d’arte contemporanea e nelle loro collezioni, segnando un nuovo capitolo della storia dell’arte. Già prima del Complesso del Vittoriano, Manzo èstato in mostra con altri importanti nomi dell’arte antica, moderna e contemporanea quali De Chirico,Tiepolo, Guido Reni, Balla, Fontana, Mitoraj, Manzoni , Botero e Signorelli.

LA MOSTRA

Dal 6 dicembre, al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini va in scena la mostra dal titolo Marco Manzo: il tatuatore, visual artist, scultore, incisore e designerdi fama internazionale espone al Vittoriano la sua intera produzione artistica che – in concomitanza delle mostre dedicate a Warhol e Pollock – resteràaperta al pubblico fino al16 dicembre. La mostra celebra il tatuaggio che, dal disegno sulla pelle, si declina in pittura, scultura, video, fotografie, installazioni e performance. Attraverso 100 opere l’arte di Manzo – che normalmente vive sul corpo vivo, soprattutto quello femminile sempre al centro della sua ispirazione – èvisibile lungo il percorso.A lui si deve infatti l’ingresso del tatuaggio nei musei di arte contemporanea e nelle loro collezioni permanenti, segnando una ulteriore tappa nel percorso della storia dell’arte. Le sculture in bronzo, alluminio, ceramica e marmo sono tutte tatuate e grazie ai materiali di supporto il disegno ètangibile e il tratto dell’artista èdi grande impatto visivo. Quello che solitamente avviene sul corpo, inteso come scultura in movimento, diviene eterno. Èil caso dell’opera al centro del percorso espositivo Francesca(2017), un’incisione indiretta su alluminio che rappresenta una sirena circondata da teste di marinai tutte tatuate e quadri animati dove la bellezza femminile senza tatuaggi èa confronto con quella ricoperta di tatuaggi dallo stilema ornamentaleche ha reso tanto celebre l’artista nel mondo. A seguire nel percorso, una “mostra vivente”, con live performance, opere e installazioni concesse dal Museo LIMEN di Vibo Valentia, dalla Fondazione Logudoro Meilogu Museo d’arte Contemporanea FLM di Banari, dal SAMAC, Museo Arte Contemporanea dedicato alle Streghe di Benevento oltre a lavori esposti alla 16. Esposizione Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia – Padiglione Guatemala, a cui l’artista ha partecipato. La mostra Marco Manzo, patrocinata dalla Regione Lazio e di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale, conferma dunque il tatuaggio come arte contemporanea del XXI Secolo che con l’artista raggiunge i massimi livelli. Gestione e organizzazione Complesso del Vittoriano – Ala Brasinidel Gruppo Arthemisia.

L’ARTISTA

Durante la sua carriera Marco Manzo è riuscito a fondere insieme le modalitàdi espressione piùvariegate e a creare un personale e riconoscibile linguaggio che, nel tempo, ha conquistato i contesti più eterogenei. Famosi i suoi “matrimoni”e le sue contaminazioni con la scultura, il design, la video-art, le arti digitali, la musica, l’alta moda e i motori. L’unicità, l’irriproducibilitàe l’innovazione sono gli elementi distintivi propri della sua arte incisoria su corpo umano. Uno degli ultimi traguardi raggiunti èstato quello di trasformare il tatuaggio in una forma artistica riconosciuta e di portarlo a essere degno di una considerazione istituzionale pari alle arti cosiddette maggiori. Le opere di Manzo hanno fatto il loro ingresso a vario titolo presso il Maxxi e il MACRO di Roma, la Gagosian Gallery di New York e alcuni dei piùcelebri musei di arte contemporanea internazionali, come il MOMA di New York.

LA POETICA

Arte per fare Arteed Eternitàdella produzione artistica. I concetti di Arte per fare Arte ed Eternità della produzione artistica hanno interessato pubblico e critica nella vita artistica di Marco Manzo. Arte per fare arte parte da una macchinetta per tatuaggi in oro e incisa – dall’artista stesso – usata – sempre da lui – per creare le sculture tatuate, opere presenti in mostra al Vittoriano. Lo strumento, esso stesso opera d’arte, genera nuova arte: artefice di buona parte della produzione artistica di Manzo èun mezzo dell’arte che ne èallo stesso tempo testimone. Eternità della produzione artisticaèla creazione di opere interattive che, anche in assenza dell’autore, possono generare nuove opere tramite il pubblico che diventa performer, collocando o modificando l’opera, come programmato dall’artista. Esempio: le lastre che sono in mostra, su di una superficie di un metro quadro, sono in grado di comporre otre 23.000.000.000 di combinazioni…la vita di una persona non basterebbe a vederle tutte nello scorrere del tempo, degli anni di un’intera esistenza. Da qui il concetto di eternitànella produzione di un’opera d’arte. Marco Manzo èprecursore dello stilema ornamentale che ha come scopo principale quello di ridisegnare il corpo umano – soprattutto quello femminile – slanciandone le forme e accentuandone i punti di forza; il corpo così diventa scultura in movimento. La progettazione di questi disegni unici, studiati ed elaborati appositamente per ogni persona, ha come punto di partenza il corpo: grazie allo studio dell’anatomia il tatuaggio non èla partenza ma conseguenza del corpo stesso.