Il 22 giugno scorso a Buso, località in provincia di Rovigo, si è svolta la 43a Entrega, l’emozionante cerimonia di consegna alle famiglie adottanti, da parte dell’Associazione Insieme per FBM, dei Levrieri spagnoli.

Loro sono i Galgo, o più precisamente “galgo español ossia un levriero nativo della penisola iberica.

Il termine galgo sembra tragga la sua origine dal latino “canis gallicus, cane della Gallia.

In Spagna con il termine galgo viene genericamente indicato un levriero mentre, al di fuori del paese, il più delle volte, viene confuso con un’indicazione di razza.

Questi cani, snelli, eleganti, docili, remissivi, bellissimi e velocissimi tanto da essersi guadagnati l’appellativo di “figli del vento” sono utilizzati, in Spagna, dai galgueros per la caccia alla lepre.

In tutto questo, di per sé, non ci sarebbe nulla di male, esistono anche altre razze canine utilizzate al medesimo scopo se non fosse per il fatto che, i galgueros, una volta conclusasi la stagione di caccia a vista, o se ritengono che l’animale non soddisfi più le proprie aspettative, lo abbandonano, o peggio, lo uccidono seguendo una “tradizione” che a voler essere magnanimi è barbara e disumana: vengono gettati, vivi, dentro a dei pozzi dove affogano; vengono impiccati ai rami degli alberi la cui altezza dipende da quanto era bravo il cane, molto in alto per dargli una morte rapida qualora abbia fatto fare bella figura al suo galgueros, più in basso affinché possa sfiorare il terreno con le zampe, ed avere una morte lunga e dolorosa, se non ha soddisfatto le aspettative del galgueros, o ancora bruciati vivi, legati ai binari del treno.

La legislazione spagnola, unica in Europa, non riconosce a questi stupendi animali lo status di “cane da compagnia”; sono considerati alla stessa stregua di “oggetti” a cui viene negato qualsivoglia diritto, anche il più basilare.

Si stima, ma per difetto, che nella cattolicissima Spagna, ogni anno siano circa centocinquantamila (150.000) i Galgo abbandonati, uccisi o lasciati morire nel peggiore dei modi da cacciatori senza scrupoli.

Per far fronte a questa strage infinita, in Spagna sono nate delle associazioni che si occupano del recupero e della successiva adozione di questi stupendi animali.

Una di queste, la Fundación Benjamín Mehnert, (FBM) ha sede ad Alcalá de Guadaira, alla periferia meridionale di Sevilla.

La Fondazione, una no-profit creata nel Marzo del 2012 da Gisela Mehnert, cittadina tedesca originaria di Norimberga, accoglie mediamente sei-settecento cani; si sviluppa ed occupa, una superfice di circa 20.000 metri quadrati dove trovano posto la clinica e l’ospedale veterinario, un centro per la riabilitazione, un’area per la quarantena, le aree coperte per il ricovero dei cani abbinate a generosi spazi all’aperto dove gli animali possono giocare e correre in tutta libertà e sicurezza; c’è anche una zona riservata esplicitamente ai cuccioli ed uno spazio dedicato al gattile. Non mancano, ovviamente, nemmeno gli alloggi per i volontari.

Con la Fondazione spagnola collaborano innumerevoli fondazioni che hanno sede in quasi tutti i paesi d’Europa, Italia compresa ed anche nel Continente nord americano.

Nel nostro paese, l’unica Associazione accreditata presso FBM è “Insieme per FBM” (IxFBM) che ha la propria sede a Vigonovo, in provincia di Venezia mentre la sede operativa è a Buso in provincia di Rovigo dove prende forma la magia dell’entrega.

L’associazione, IxFBM, si avvale di un generoso numero di volontari, dislocati in diverse Regioni dello stivale che supportano, egregiamente, le famiglie adottanti durante l’intero percorso che porta all’adozione, ivi compreso il corretto inserimento in casa dei nuovi arrivati.

L’adozione è un percorso che non si improvvisa e non può essere, in alcun modo, improvvisato sia per il benessere degli animali che per quello degli umani adottanti.

La genesi di questo percorso è la richiesta di adozione. A questa, un volontario, fa seguire un contatto telefonico con la famiglia adottante ed illustra quali saranno tutti gli step successivi prima di arrivare alla consegna del cane. Oltre alle informazioni, ed ai consigli forniti telefonicamente, uno degli step fondamentali è il pre-affido ossia la visita, presso la famiglia adottante, di uno dei volontari di IxFBM, accompagnato dal proprio Galgo. Questa fase è di fondamentale importanza per il buon esito dell’adozione in quanto permette, per la prima volta, oltre ad avere un contatto diretto con un galgo, interagire e capirne l’indole, famigliarizzare con le sue dimensioni, anche di chiedere spiegazioni e consigli per il suo futuro benessere direttamente a chi ha già acquisito una comprovata esperienza con un animale simile.

Cosa non di poco conto il fatto che tutti i volontari di IxFBM hanno fatto volontariato anche nella sede della Fundación Benjamín Mehnert dove hanno avuto modo di affinare le loro conoscenze su questa specifica tipologia di levrieri e di acquisire l’esperienza utile ad aiutare i nuovi, e vecchi, adottanti nel loro nuovo percorso di vita in compagnia del loro Galgo.

Finalmente il giorno è arrivato! Dopo un lunghissimo viaggio durato moltissime ore, infatti, sono partiti il giovedì mattina dalla sede della Fondazione in Spagna per arrivare il giorno dopo in Italia.

Appena arrivati sono stati fatti scendere dal furgone che li ha trasportati, appositamente attrezzato ed in regola con tutte le normative per il trasporto di animali vivi, hanno potuto così sgranchirsi le zampe e passare la visita sanitaria obbligatoria da parte del Veterinario della ULSS, nello specifico della ULSS 5 Polesana.

Tutti i cani che arrivano in Italia tramite Insieme per FBM, sono già provvisti di regolare Passaporto per animali da compagnia dove sono riportati i dati anagrafici del cane, sono tutti già stati sterilizzati e sono in regola con i vaccini previsti dalla legislazione Italiana.

Sabato 22 Giugno è stato il giorno, dopo un’attesa durata anche qualche mese, da parte delle famiglie adottanti, che a Buso (RO), presso la sede operativa di IxFBM, si è palesata ed ha preso corpo la magia dell’entrega.

La “location” è il campo sportivo della locale squadra di calcio. Al lato, in un’area separata e recintata ci sono i “nasoni”, nomignolo affettivo con cui vengo appellati i Galgo proprio per il loro caratteristico naso molto allungato; c’è chi tra di loro scorrazza e corre liberamente e chi, invece, preferisce starsene tranquillamente disteso ad oziare all’ombra.

Dall’altra parte della recinzione le nuove famiglie adottanti in trepidante attesa a cui fanno compagnia, e sono venuti a festeggiarli, altre famiglie con i loro galgo che hanno già adottato: una festa nella festa.

L’emozione è tangibile e palpabile, ad ognuno dei nuovi adottanti, con la consegna dei documenti, è stata consegnata anche una “collana”, da indossare, a forma di osso con il nome del cane che da li a poco incontreranno per la prima volta.

Una sorta di “red carpet”, dove Cinzia Crea, la “speaker ufficiale” dell’entrega, chiama le famiglie adottanti accanto a sé e fa sfilare, tra due ali di folla festante, uno ad uno i Galgo, condotti di volta in volta dal volontario che ha effettuato il pre-affido, e che si conclude, con il simbolico passaggio di mano del guinzaglio, la consegna ufficiale alla nuova famiglia.

C’è chi sta adottando per la prima volta, chi per la seconda, chi per la terza volta ed anche chi ne ha adottato una coppia in una volta sola; non fa alcuna differenza perché a prescindere è in questo preciso momento, in quello specifico istante che la magia si avvera, le emozioni prendono incontrollatamente il sopravvento: ci sono baci e carezze al cane ed abbracci fra i volontari e gli adottanti e lacrime, molte lacrime, che rigano le guance degli adottanti ma anche dei volontari.

Più di mille parole, è in questa simbolica immagine che è racchiusa la gioia di diventare “genitori” di un animale straordinario, snello, elegante, bellissimo, gentile, velocissimo, affettuoso, dall’indole pacifica, adatto alla convivenza sia con altri cani e, per alcuni esemplari, anche con i gatti, paziente con i bambini, perfetto anche come primo cane in casa ed a dispetto della credenza comune, non ha bisogno di correre tutti i giorni o per lunghi periodi, una bella passeggiata giornaliera per sgranchire le lunghe zampe muscolose gli è sufficiente, come Cinzia Crea ha definito il Galgo ai nostri microfoni “mezzo cane e mezzo divano” proprio per la sua indole calma e docile.

Cinzia ha voluto anche rimarcare con forza quanto sia importante adottare un Galgo, perché in questo modo se ne salvano due: il Galgo adottato ed un Galgo che sarà sottratto al suo tragico destino potendo così trovare il suo posto nel rifugio.

Per chi invece fosse materialmente impossibilitato ad adottare un Galgo può comunque aiutare la Fondazione con l’adozione a distanza oppure, in alternativa, con una donazione tramite Teaming che può partire dal costo di un caffè: 1€ al mese sino alla possibilità di diventare soci.

Mettiamoci una zampa sul cuore: adottiamo un Galgo!

Per chi volesse saperne di più o volesse adottare uno di questi splendidi levrieri, qui di seguito tutti i riferimenti dell’Associazione Insieme per FBM:

Fundación Benjamín Mehnerthttps://fundacionbm.com/en/

Insieme per FBMhttps://www.insiemeperfbm.org/

Per informazioni – info@insiemeperfbm.org

Per collaborazioni – contatti@insiemeperfbm.org

Per diventare socio – soci@insiemeperfbm.org

Telefono +39 351 9764777

Modulo richiesta di adozionehttps://www.insiemeperfbm.org/modulo-adozione/

Levrieri da adottarehttps://www.insiemeperfbm.org/levrieri-da-adottare/

Per effettuare una donazionehttps://www.insiemeperfbm.org/donazioni/

Michela Cossidente

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Ultimo Aggiornamento: 18:57