“Sto lavorando al mio secondo libro, che intendo chiamare ‘Italiani brava gente!‘ e che vorrei, nelle mie speranze, risultasse un libro di distribuzione nazionale, benché intenda realizzarlo con tecniche e pubblicazioni innovative in parte simili alla scrittrice Isabella Santacroce. Il libro avrà contributi preziosi di alcuni miei avi da parte paterna, questa volta, in primis di mio nonno Vittorio Proia, padre di mio padre, Francesco Saverio Proia comunemente noto come Saverio, ‘il primo medico di Ostia’, Vittorio, che partecipò per il Regime alle campagne di Russia e d’Abissinia, ma che poi – abbiamo documenti e delle testimonianze inedite- fu un Eroe della Resistenza come altri miei parenti, salvando vite preziose con sprezzo del pericolo; di Anna Maria De Vito Scheible, sua moglie, una intellettuale di Ostia di portata internazionale che tutti ricordiamo, scomparsa nel 2003; del maggiore Lodovico De Vito, Eroe che sarebbe scomparso ad Adua guidando gli Ascari ma che era un grande amico del Popolo Etiope, tant’è che la sua Grammatica italiano-tigrino è ancora utilizzata. In questo proseguo le ricerche tanto resistenziali, nel caso di Vittorio, quanto familiari, come in ‘Acilia Partigiana. Eroi venuti dal Popolo'” dichiara Lorenzo Proia, responsabile di Progetto Duranti.
“Tuttavia, Acilia Partigiana aveva anche altre caratteristiche, che posso ricercare come Storico solo riprendendo un’opera che considero forse non più importante, ma maggiormente strutturata del mio primo libro, che era scritto sotto la necessità del momento storico contingente, ovvero la Tesi di Ricerca Magistrale valutata col massimo dei voti e sei punti più lode con voto unanime della Commissione come avviene in tali casi ‘Hoda Sharawi e il Movimento Internazionale delle Donne (1919-1947)‘ incentrato sulla maggiore Femminista del mondo arabo. Vorrei parlare di una differente visione di Patria in relazione all’Internazionalismo; di un approccio differente degli italiani del Popolo (compresi quelli al servizio dell’Italia, come del resto in Libia lo fu anche Lido Duranti) rispetto ai criminali al Potere specie prima della Resistenza, quali per esempio Benito Mussolini o Francesco Crispi; dell’amore per l’Umanità insisto in tutti gli italiani che si riconoscono come Patrioti e quindi figli di Giuseppe Garibaldi, ispirato a sua volta dal Padre della Patria Giuseppe Mazzini… ideali che poi trovano compimento, lo sanno in pochi Storici, solo con Argo Secondari nel 1921, quasi un secolo fa, come Garibaldi Eroe tanto italiano quanto – prima, entrambi, non a caso – latinoamericano. E quindi anche dell’innata assenza di Razzismo dell’italiano e nell’italiano, che sia come scriverò e spiegherò io ‘italico’”.
“Diciamo – conclude Proia – che dopo aver scritto una Tesi Triennale (io la feci su Alessandro Magno), si passa alla Magistrale. Ecco, io ho questa esperienza, lo dico con ironia. Dunque adesso da un libro che, per come la vedo io, colpisce al Cuore Roma, ‘Acilia Partigiana – Eroi venuti dal Popolo’, e che presto sarà messo in spettacoli teatrali in tutta Roma, ce lo chiedono infatti i rioni di Testaccio e del Quadraro – e tanta Roma spero ci chiederà di restaurare lo storico Primo Maggio di Capelvenere in versione ‘3.0’ – vorrei passare a un libro che colpisce al Cuore il Paese, la Patria, la Nazione. Sarà dedicato ad Andrea Aguyar e a nessun altro. Il garibaldino nero assente dal Gianicolo”.